Da qualche anno Aosta Classica ha eletto quale sua venue principale l'area adiacente il Teatro romano di Aosta, testimonianza di Augusta Praetoria, nome della città all'epoca della sua fondazione (25 A.C. circa).
Viene allestita una tendostruttura che può contenere circa 900 persone; viene altresì montato un palco spazioso, in grado di poter ospitare gli spettacoli più diversi.
I romani non avevano scelto a caso il sito per costruire il loro teatro. Quell'area è infatti particolarmente favorevole da un punto di vista acustico, trovandosi alla confluenza di due vallate, quella centrale e quella che conduce al valico del Gran San Bernardo.
Il Teatro romano antico si impone immediatamente all'attenzione per la sua facciata meridionale (l'unica superstite) che misura ben 22 metri di altezza. La sua maestosità è scandita da una serie di contrafforti e di arcate, e viene alleggerita da tre ordini sovrapposti di finestre di varia forma e dimensione.
Ben individuabili sono pure le gradinate ad emiciclo che ospitavano gli spettatori (cavea), l'orchestra (il cui raggio è di 10 metri), ed il muro di scena (ora ridotto alle sole fondamenta) che un tempo si innalzava col suo ricco prospetto ornato di colonne, di marmi e di statue.
Si è calcolato che il Teatro potesse contenere tre o quattromila spettatori.
Colle del Gran San Bernardo
Da molti anni l'Hospice dei Canonici del Gran San Bernardo ospita uno dei primi concerti di Aosta Classica.
E' una tradizione che è iniziata con i giovani studenti della Scuola di Musica di Fiesole e che è proseguita poi con gli allievi del Zephir International Chamber of Music Course.
E' un piacere per noi incontrare ogni anno la millenaria ospitalità dei Canonici del Gran San Bernardo che mettono a disposizione la Chiesa dell'Ospizio per un concerto di musica da camera.
E' di fatto il solo concerto extra valdostano dal festival, anzi diremmo di più, è il solo concerto extracomunitario del festival.
Consuetudine vuole che al termine della serata ci si ritrovi per un piccolo buffet all'Albergo Italia, a trecento metri dall'Ospizio, ma in suolo italiano.
Lo scenario e la musica meritano.
Davvero
Chiostro di S. Orso
Il complesso di Sant’Orso, uno dei più importanti dell’arco alpino, comprende la Collegiata dei Santi Pietro e Orso, l’isolato e maestoso campanile, la cripta, il meraviglioso chiostro e il priorato rinascimentale. Lo scavo archeologico ha permesso di ripercorrere le vicende costruttive dell'edificio. L'area, nell’antichità, faceva parte di una vasta necropoli extraurbana dove, agli inizi del V sec., sorse un complesso paleocristiano. La costruzione della chiesa attuale è attribuita al Vescovo Anselmo (tra il X e l’XI sec.).
Di quest’epoca rimangono la cripta e gli importanti affreschi ottoniani (parte superiore della navata centrale). L’architettura attuale (fine del XV sec.) si deve al priore Giorgio di Challant. Degni di nota sono gli stalli gotici del coro (XV sec.) ed il mosaico (XII sec.). Il chiostro di Sant’Orso, vero e proprio “poema marmoreo”, è il luogo dove si respira a fondo la spiritualità e la religiosità del complesso “ursino”. La sua costruzione terminò nel 1133. Costituito da 37 colonne in marmo (il lato nord venne demolito
nel XVIII secolo e le colonne sostituite), successivamente rivestite da una vernice protettiva che, ossidandosi, ha dato al chiostro l’odierna, suggestiva colorazione, il monumento rappresenta uno degli esempi più alti di scultura romanica. I capitelli istoriati rappresentano scene bibliche, favole o motivi ornamentali o episodi della vita di Sant’Orso.
(testo tratto dal sito della Regione Autonoma della Valle d’Aosta)
Sala dell'Hotel des Etats - Palazzo del Municipio
L'Hôtel des Etats è adiacente al palazzo comunale ed occupa la porzione occidentale del lato nord della piazza Chanoux. Fu costruito come edificio ad un piano solo agli inizi del XVIII secolo e successivamente venne sopraelevato ed assunse l'aspetto attuale. L'edificio ospitò l'assemblea degli Stati Generali ed il Conseil des Commis, una sorta di assemblea legislativa locale alle strette dipendenze della Corona Sabauda, che aveva autorità in materia di imposte, sanità, ordine pubblico.